STORIA

Da sempre, l’arte coinvolge un modo di esistere e di pensare da parte di chi la pratica. È il caso di riconoscerlo parlando della vocazione aggregante che artisti storici hanno avuto da quel 1920, vocazione convogliata poi nel Cenacolo Artistico e in successione, brevemente nel Raduno delle Arti fino a orientarsi nel Sindacato, travolto poi dagli eventi di una tragica guerra.

Nel Circolo degli Artisti, nato nel 1945, convergono tutte le firme illustri, o anche solo conosciute localmente, che gli avevano connotato le precedenti istituzioni associative. Il Circolo è stato ed è tuttora una libera associazione che intende mantenere connessioni non soltanto espositive tra gli artisti di Varese e della provincia, promuovendo iniziative e manifestazioni d’arte. L’impegno si rivela sempre fattivo: le mostre sociali e le altre iniziative sono campo d’incontri e di confronti tra pittori e scultori che, superata l’apocalisse bellica, si muovono verso nuove espressioni e rinnovati contatti, anche con la vicina terra elvetica.

L’esaurirsi e il rinnovarsi della vita artistica associativa del Circolo, in un’alternanza di vicende culturali non facilmente dimenticabili, hanno siglato in massima parte il panorama d’arte a Varese, lasciando un’eredità straordinaria, anche nell’orizzonte contemporaneo La storia dell’arte moderna passa attraverso anche la sequenza di esposizioni che vedono gli artisti varesini impegnati ogni volta in un confronto dialettico di eventi dell’epoca. L’avvicinamento alla modernità nasce dai contatti sempre più vasti a livello nazionale, intrattenuti da molti personaggi di spicco nell’arte varesina. La storia dell’arte trova innesti, così, nelle tramature di una provincia assai ricca di talenti che le esposizioni delle varie associazioni, succedute nei decenni dal 1920, hanno posto in evidenza.

(Fabrizia Buzio Negri)

 

E subito dopo la guerra, nel giugno del 1945, con aperte le ferite del disastro, è ancora Montanari con Angelo Frattini e pochi altri a lanciare l’idea della nuova associazione, il Circolo degli Artisti. Montanari, dunque, il cordone ombelicale che lega il vecchio al nuovo, che può far ritenere che Gli Amici dell’Arte, il Cenacolo Artistico, il Raduno delle Arti ed il Sindacato sono gli utili gradini di una unica scala. E con lui, alla prima mostra del Circolo, nel settembre del ’45, nelle sale della Galleria Varese di Grossetti, a conferma di una continuità storica, espongono, oltre alle leve formatesi in itinere, anche Lia Ambrosoli, Federico Gariboldi, Alessandro Pandolfi, Daniele Scola e Giuseppe Talamoni , cioè i veterani della mostra del ’20. Il nuovo presidente è Aldo Lozito, figura eccezionale di uomo e professionista, che ha in consiglio Montanari, Frattini, Talamoni e Paolo Conti (per la musica) come consiglieri, mentre Giovanni Moroni è segretario e Gino Bottai è amministratore.

Mi preme ricordare che, dopo la lunga presidenza di Lozito, lo scranno presidenziale va nel 1977 a Angelo Coralli, poi, nel 1980, a Emilio Giudici, nel 1990 a Silvano Colombo, nel 1993 a Fabrizia Buzio Negri ed infine, nel 1994 a Ferruccio Zuccaro, che sta guidando il Circolo verso il Terzo Millennio, vale a dire attraverso i nuovi problemi creati da un modo di vivere sempre più veloce ed egocentrico. Ma associazioni come il Circolo, basate sui valori dello spirito, sono delegate ad avere sempre una funzione aggregante. È un impegno grande verso la collettività, per contribuire ad una miglior qualità di vita. Nel 2000 come nel 1920. Perchè la storia, pur in diverse circostanze, sempre si ripete.

(Luigi Piatti)

 

Primo presidente del Circolo degli Artisti fu l’avvocato Aldo Lozito, figura di rilievo della vita culturale varesina del secondo dopoguerra, grande lettore, buon conoscitore della storia artistica e raccoglitore di opere significative. Fu lui a dare l’impostazione che il Circolo mantiene ancora oggi puntando sul rigore della selezione degli artisti da ammettere quali soci. Ma soprattutto egli volle, e l’obiettivo è stato raggiunto, fare del Circolo una raccolta di amici senza rivalità ma pronti a sostenersi reciprocamente nelle difficoltà comportate dall’attività professionale. Lozito fu anche fautore di un’intesa tra l’associazione che raccoglieva i rappresentanti delle arti figurative e i gruppi che operavano nel campo della musica, della letteratura, della critica. I periodici che vennero pubblicati a Varese negli anni successivi alla guerra si occuparono anche dell’arte figurativa e della sua vita locale. Figure come Guido Morselli, Renzo Modesti, Piero Chiara, Dante Isella, Giuseppe Bortoluzzi parteciparono alle attività che gli artisti sviluppavano e non mancarono di suggerire iniziative utili per uscire da un eccesso di localismo e municipalismo.

(Luigi Ambrosoli)

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